Blue [the blog]

il blog della storica rivista d’erotismo disegnato e non

Hora et labora
Ovvero: siediti e ascolta giovane padawan

Postato il 19 Settembre, 2008 - in extra Blue, varie ed ev. |

Tocca fare una premessa e me ne assumo io onere ma soprattutto onore
(sono Mak, ché avevo sentito un “chicazzosei” provenire dal loggione. vavè, andiamo avanti…)

Blue ha una rivista cugina.
La testata è XComics.
Un mensile diverso da Blue, anche se affine. Più concreto e -ehm- sapido nei contenuti. Insomma fumetti belli ma che tra erotico e porno… buona la seconda.
Ora, io non so cosa abbia indotto Francesco Coniglio (il Magnifico Editore) a scrivere su tale rivista l’editoriale/lettera aperta che segue. O almeno, non lo so con certezza, ma lo immagino.
Di sicuro una qualche goccia ha fatto traboccare il vaso. Oppure boh… illazioni, le mie.

Fatto sta che FC lo conosco poco, e per quel poco è un interlocutore abbastanza laconico, acuto, ficcante, e, il 90% delle volte, teso a dimostrare che ho appena detto una gran cazzata.
Non è mai sprezzante. E’ più tipo Obi Wan. Capito come? Usa la forza Luke, non cedere al lato oscuro, etc. Solo Che OW non sa una sega di fumetti. Francesco invece sì, e tanto.
Quindi spesso mi tocca incassare e zitto, perchè ha la ragione data dall’esperienza che annulla tutti i “secondo me” di chi di st’ambiente non sa un cazzo (io).

Càpita però un giorno (ieri) st’ esternazione, pubblicata su XComics n°94 e mi prende alla sprovvista: per la prima volta ascolto un suo discorso lungo ed esplicito su qualcosa che non solo condivido ma covavo da tempo.
Insomma per una volta l’avevo pensata giusta. Ma detta da me non sarebbe valsa una sega.
Invece detta da LUI…

Cari lettori,

tra gli addetti ai lavori del mondo del fumetto, credo di essere ormai per anzianità e per continuità, tra i pochi che hanno visionato e valutato i primi fumetti di più di mille autori esordienti.
In trenta anni di attività, a cinquanta colloqui all’anno, già siamo a millecinquecento.
Ma ora che mi metto a fare dei calcoli per scrivere questo editoriale, vi dico che sono molti più.

Concedetemi dunque una “certa“ esperienza che vi evidenzio, perché voglio raccontarvi di uno dei problemi più importanti che sta all’origine di una storia a fumetti: quanto è necessario che il disegnatore che propone i propri disegni sia anche in grado di scriversi da solo la storia?
Nella maggioranza dei casi, le storie a fumetti che mi vengono sottoposte sono molto carenti nel soggetto e nella sceneggiatura.

Se intravedo che il disegnatore è potenzialmente bravino e dotato di talento allora chiedo, sempre con molto tatto e con molto garbo, per evitare di scatenare subito la possibile suscettibilità del giovane di turno, se per caso egli non sente l’esigenza di lavorare su testo scritto da altri (tanto per non dirgli chiaro e tondo che come disegnatore potrebbe valere qualcosa, ma che come scrittore è completamente negato!).

Nella maggioranza dei casi intuisco subito dal tono della risposta che: o il giovane non ha gli strumenti per capire quello che gli sto chiedendo, quindi non discerne tra soggetto e sceneggiatura e neanche capisce bene cosa significhi la parte testuale e narrativa del fumetto, praticamente è di una ignoranza inquietante (purtroppo questa casistica negli ultimi dieci anni è sempre più rilevante) oppure capisce fin troppo bene e si inalbera immediatamente sostenendo il suo sconfinato talento di scrittore.

I casi in cui il giovane è in grado di capire che una storia a fumetti è composta dalla somma e dall’amalgama di due talenti diversi come la capacità di disegnare e la capacità di scrivere, sono purtroppo o fortunatamente casi minoritari. Dico fortunatamente perchè proprio da questa minoranza emergono poi quei talenti intelligenti che non solo possono arrivare alla pubblicazione, ma anche all’eccellenza qualitativa.

Gli altri casi sono ingovernabili: assistiamo a disegnatori talentati ma talmente imbottiti di boria e presunzione che riescono anche a pubblicare e a volte anche a resistere per qualche anno nel settore con un certo minimo successo, accompagnando bellissimi disegni con storie inadeguate, noiose, insensate e nulle.
Alla fine dopo aver venduto il primo o il secondo albo per la qualità abbagliante del disegno, i lettori si ritraggono, perchè i lettori di fumetti vogliono appunto “leggere“ dei bei fumetti non soltanto “guardare“ dei bei disegni e gli editori si eclissano. E questa quota di disegnatori presuntuosi andrà a ingrossare le file degli illustratori e  non smetterà mai nella vita di sputare veleno sui fumetti e sul mondo del fumetto (sostenendo che loro invece sono dei “pittori“!).

Il problema è che non avranno vita facile neanche nel mondo “illustratori“ perché la presunzione è una brutta bestia che se non curata in tempo mina qualsiasi carriera.
La presunzione e l’ignoranza sono i due principali fattori che limitano e scremano, all’origine, la potenzialità di diventare un bravo autore di fumetti.

Voi lettori che ci leggete avete il diritto e il dovere di scriverci una mail criticando storie e disegni. Non abbiate timore, ditela tutta, non passeremo agli autori i vostri indirizzi.
Buona Lettura
Francesco Coniglio
francescoconiglio[at]tiscali.it

ok, il sasso è lanciato.
Devo ammettere che quando parla di autori boriosi e presuntuosi, mi suona l’antifurto delle palle, perché è un bel calcio nei coglioni che sento arrivare, a me per primo.
Coda di paglia? Chissà, di sicuro è un segnale che una spuntata alla cresta mi servirebbe.
Dove trovare qualcuno che possa arrivare tanto in alto con le forbici, però?
bah… ;)


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Commenti

36 commenti a “Hora et labora”

  1. ReCa on Settembre 19th, 2008 14:50

    Tosta questa lettera.

    A me piace il disegno, piace il fumetto e mi piacciono le storie in generale, non solo quando sono storie raccontate dal mondo del fumetto, ma anche quando sono raccontate dal cinema, dalla letteratura, anche pure le storie che si sentono nella vita di tutti i giorni, raccontate da amici o dal vicino di posto nel bus.
    Per altre cose che non sto qua a raccontare che tanto non fregherebbe niente a nessuno, il mio sogno/il mio obiettivo (o chiamatelo come volete) è quello di diventare un autore di fumetti. Questo vuol dire che io, nonostante mi sia cimentato e abbia prodotto una o due cosette che si possono chiamare con il nome di “fumetto”, non lo sono un autore di fumetti. E non è falsa modestia questa, come si potrebbe pensare, ma ho sempre pensato e concluso che non basta certo sapere disegnare un figura intera e fargli dire due battute messe in croce per farsi chiamare “fumettista”. Come non basta avere un portatile e un quaderno per gli appunti per farsi chiamare “scrittore”, come non basta sapere i nomi delle inquadrature e saper usare una macchina da presa per farsi chiamare “regista” e via così dicendo.

    Uno dei problemi credo sia proprio il fatto di quel definirsi “pittore”, che non di rado viene visto come un ruolo artistico decisamente superiore al resto, nel mondo delle arti visive.
    Per meglio dire: il fumetto viena visto in generale come qualcosa di “leggero”, quasi un gioco, magari un passatempo di certi “pittori”; il problema che questa visione del fumetto non ce l’ha solo la madre del ragazzino che spende soldi in “giornaletti”, ma spesso questa idea (magari anche a livello di subconscio)ce l’ha pure chi, in quel mondo, c’è dentro ed è pure parte attiva, come gli stessi autori di fumetti.
    Per questo la mancanza di sentire la necessità di spendere più di mezz’ora per scrivere la storia di un fumetto e per questo poi il definirsi “pittori”, convincendosi così si elevarsi ad un rango più alto del “semplice” fumettista.

    Non di rado mi è capitato di leggere scritti, anche di gente appassionata di fumetto, in cui Pazienza veniva chiamato anche pittore e poeta, come se chiamarlo “solo” fumettista fosse non so quale sfregio.
    E così anche di altri grandi autori come Crepax e Pratt.

    Ehm…
    Magari sono stato un po’ troppo lungo e forse pure andato un po’ fuori argomento.
    Chiedo scusa, solo che quando l’argomento per me è interessante e importante… fermatemi.

  2. zaza on Settembre 20th, 2008 00:23

    come si fa ad imparare a scrivere per un fumettista? cosa bisogna suscitare, nel lettore di un fumetto, per essere bravo? sono tanti i modi di scrivere. riuscireste ad isolare la tipicità d’un testo per fumetto? ad un fumettista, lo scritto descrive anche la scena o solo le parole dei personaggi?
    sono ignorante, e voglio provare a scrivere per un fumettista.

  3. makkox on Settembre 20th, 2008 14:59

    @zaza
    mi trovo qui e dico la mia, ma non posso dar risposte. non ne ho l’autorità, ancora.
    posso solo ragionare a ruota libera.
    se si parla di pura tecnica del “raccontare”, quella la si studia e la si impara. Un po’ leggendo, un po’, forse, seguendo corsi, insegnamenti, esempi.
    Confrontandosi, in definitiva.
    Cosa bisogna suscitare nel lettore? Boh, emozioni, pensieri. L’importante è che la storia arrivi a toccare dove si propone di voler toccare.

    @francesco
    sono d’accordo su “ad ognuno il suo (talento)”.
    penso anche che molti dei ragazzi di cui parli, manchino di quell’amaro step di maturazione che consiste nell’aver misura di se stessi. Che non significa rassegnarsi, ma solo tendere a ciò che è realisticamente nelle proprie corde.
    Poi, ognuno sia libero di combattere la propria ostinata battaglia con il destino, ma a questo punto sbattere il grugno ci sta. Anche vincerla ci sta, eh?

    Parlando con Recchioni, usciva allo scoperto un altro scenario in cui gli scrittori schiacciano (creativamente parlando) i giovani disegnatori (in cui non ripongono eccessiva fiducia).
    Probabilmente questo succede quando si affronta la produzione massiccia e tutto è gestito per microappalti tesi al rispetto delle tempistiche più che ad altri fini.

    Pesonalmente, l’unica epserienza consistente che ho è quella nel campo pubblicitario.
    Ho notato che costituire (e qui ci vuole intuito e saggezza e anche culo, sì) una coppia creativa (copy e art director) e LASCIARLA lavorare e crescere per il giusto tempo, dà dei risultati eccezionali.

    In effetti il mio appunto (verso chi poi? verso chi ha esperienza e responsabilità formativa. responsabilità intesa in senso “alto”? boh) è lo stesso che molti analisti della domenica rivolgono alle squadre italiane di calcio a cui rimproverano di non far “vivaio”.

    bah, sto discorso non va a parare da nessuna parte. ho pensato e trascritto così. ad capsula.

  4. laura scarpa on Settembre 21st, 2008 17:16

    @ Mak, così risalgo dalla fine a sopra…
    Non credo nel vivaio costruito. Ti poni critico verso la produzione più massificata e popolare e poi vuoi far tu nascere le coppie? Nascono gli amori da matrimoni combinati? Forse sì, ma ormai siamo per l’amore libero eccheccaz’! Puoi far conoscere gente, qualche incontro, e poi si scelgano tra loro, Munoz e Sampayo, Dupuy e Berberian, tra i vari.
    Personalmente credo nell’autore unico, o in queste coppie straordinarie, o in scambi, come accade per molti autori francesi.
    La produzione massiccia non impone sempre, non dalla parte dello sceneggiatore. Diversifichiamo. Ci sono sceneggiatori che scrivono senza sapere chi disegnerà quell’episodio di quella serie, per il quale poi si cercherà (o magari no), il disegnatore più adattto, o quello libero.
    Ci sono sceneggiatori che spesso sanno per chi scrivono, dialogano col disegnatore, suggeriscono, rompono i coglioni, lasciano liberi… a seconda del loro carattere e della stima dell’altro, ma a nche a seconda delle singole scene.
    Ci sono sceneggiatori che credono di essere il solo dio creeatore, e impongono. Funzionano anche benissimo con alcuni disegnatori che li stimano e che amano interpretare le direttive precise. E se sono bravi, tanto.
    Ci sono sceneggiatori che scrivono precisi e disegnatori che interpretano cmq. Bene.
    Ci sono disegnatori che sanno far loro, aggiungere, arricchire e rispettare la storia e la sceneggiatura.
    Ci sono disegnatori che semplificano evitando le rogne (magari solo per questioni di tempo). A volte sono cmq geni, il più delle volte cialtroni (almeno in quell’occasione).
    Sto scrivendo troppo.

    Ma ci sono disegnatori che soo bravi a disegnare. Bene.
    Ci sono disegnatori che sono bravi a raccontare. Molto meglio.
    Che fastidio e che impoverimento del racconto (povero sceneggiatore) se tutto è fatto per benino, ma le scene non scorrono, le azioni non si svolgono, i personaggi non comunicano ecc. ecc.

    @ zaza
    Non si tratta di tecnica. Mi ripeto, ma la tecnica si impara, come dice Mak, si studia e, se si sbaglia (perché la sceneggiatura e scritta e prevede solo il disegno) si corregge, o magari la corregge il disegnatore.
    La questione è che cosa si scrive. Che cosa si racconta e che cosa si comunica. Sangue e passione, intelligenza, il sorprendente.
    Invece ci troviamo banalità, buoni sentimenti o finti cattivi pensieri, misere gag, retorica.
    Questo è il problema, direbbe amleto.
    Di come si scrivano sceneggiature ci sono aryticoli su Scuola di Fumetto, libri nostri e altrui. Ma su come si diventi scrittori non te lo insegna Baricco (perché non lo sa… e capitemi).

  5. makkox on Settembre 21st, 2008 20:57

    @laura
    sicuramente hai un’esperienza sconfinata nel mondo del fumetto. Quindi non posso far altro che essere in disaccordo, ma silenziosamente e riflessivamente :)
    (e chi son io per confutare il capo, azz…)
    Prendo umilmente atto che nel fumetto funziona diversamente da altri campi di cui ho esperienza.

    Credo anche che la contaminazione di esperienze diverse possa essere uno spin virtuoso, ma appunto “credo”. E “credo” significa “ho fede”, non “penso che probabilmente possa essere…”.

    Estremizzare una tesi è semplice ed è segno che la discussione è già chiusa. Negli estremi si annidano i paradossi. Basta cercarne gli estremi per smontare qualsiasi tesi :)
    La buona volontà di ascoltare sul serio, di valutare, è faticosa, e capisco che non si abbia tanta voglia di faticare, nessuno di noi.
    Io per primo che son pigrissimo, hehehe…
    Avrei bisogno qualcuno mi trovasse un tipo iperattivo e intraprendente da mettere in coppia con me!

  6. laura scarpa on Settembre 22nd, 2008 09:36

    non sono d’accordo. tutto qua. Keppalle l’esperienza. Conta, ma ognuno c’ha le opinioni sue. Mak proverà a far nascere amori, magari c’ha l’animo un po’ del ruffiano ;)
    Io la penso diversamente, ma non ho nemmeno io in tasca la verità.
    Per questo non voglio semplificare e cerco i tremila casi, di come scrivono, collaborano e disegnano gli autori, seriali e non. Ci mancherebbe che il bene e il male fossero divisi così netti… facile la vita!

    Su una cosa concordano tutti, e allora forse è pericolosa o forse solo banale: le storie devono essere importanti e belle. Anche la tecnica conta, e poi diventa stile, che però è visione, non tecnica.
    Per scrivere fumetti (o libri, o film) la tecnica si impara, si studia il narrare… ma devi avere delle cose da dire.
    Quello su cui non siamo d’accordo tutti è quali sono sono le cose belle e forti da dire, chi sia originale e chi appassionante. Dunque ci muoviamo a tentoni e, sempre, con il nostro esclusivo punto di vista (da discutere anche litigandoci, magari).

  7. Dirk on Settembre 22nd, 2008 10:43

    I blog non credo siano nati per allevare polli artistici ma perché anch’io (proprio io eh!), che sono un cazzone, non so disegnare, non ho un cazzo da dire, potessi comunque dirlo. Raccontare è un lavoro complicato, molto più che disegnare. Stendere le parole come panni al sole ad asciugare richiede molto più che acqua e sapone, bisogna saper bene dove mettere le mollette (si chiamano dappertutto così quelle cose che servono a fermare i panni sulle corde?) altrimenti la biancheria non regge e ti ritrovi a fare ed a rifare il bucato. In ogni caso c’è chi porta e chi prende o meno, ognuno fa il proprio mestiere, io non potrei mai disegnare qualcosa per una qualsiasi rivista (e tantomeno per Blue) perché non ho tecnica ma me ne fotto e provo a raffinare la sintesi del racconto. Poi qualche volta ci riesco e qualche volta no ma mica lo scopo era diventare fumettista… o no?

  8. makkox on Settembre 22nd, 2008 11:59

    @dirk
    per qual fine si apra un blog, anche un blog a fumetti, non lo so. Non ci ho mai pensato e concordo con te (un po’ su tutto).

    Il blog è, nella mia esperienza, generato da una pulsione e non da un tendere verso un fine.
    La pulsione è quella di comunicare, esser visti, esser vivi lì dove, nella realtà, quella parte di noi si sente morta, sola.
    Poi, da lì, può nascere tutto: necessità di comunicare sempre più efficacemente, o anche no. Non ci sono regole.
    La tecnica è solo una raccolta di “efficacità” scaturite da altrui (sudati) tentativi e affinate via via.
    Ci si può riferire a quest’insieme di esperienze, oppure fottersene. Tutto vale, tutto è lecito. Dico sul serio.
    Ognuno, alla fine metterà il suo mattoncino.

    Infine cosa potresti fare o meno, non è il punto. Come dici tu, il punto è ciò che intimamente vuoi, o cerchi. Il resto son solo effetti secondari.

    @laura
    massì, t’ho risposto piccato e mi spiace, ma anche no, ché riflessivo divento realtivista e tutto va bene, tutti son buoni, tutti hanno ragione.

    Un po’ l’animo del sensale ce l’ho, touché ;)
    e da quello la mia visione che aspira a coniugare arte, libera e mossa dai casi della vita, ad efficacia produttiva. Non per niente considero Walt Disney (dipinto più volte come un despota commerciale) un genio, quasi un mecenate del fumetto.
    Brrrrrrr… brividi e pelle d’oca.
    hehehe, lo so, lo so.

  9. laura scarpa on Settembre 22nd, 2008 14:08

    @ReCa
    invece è importante parlare di queste cose. Anche se ce lo diciamo da tempo. E poi mettiamoci un punto. Fumetti è onorevole. Dipende sempre da chi li fa, e questo vale per la pittura, per i libri e per tutto. Anche per gli autori completi, che piacciono a me. In teoria, che poi ci si ritrovano i lagnosi o quelli che la storia l’han fatta in 5 minuti (a scriverla).

    @Dirk
    i blog servono a tante cose, anche a pubblicarsi (nel senso di rendersi pubblici) senza essere professionisti. O a provarci a diventarlo, o a raccontare i cazzi propri. O a parlare di fumetto in un blog di fumetti erotici invece che su uno come Scuola di Fumetto, che sembrerebbe più appropriato. Il bello è proprio la libertà del blog, che magari a uno piace una e non l’altra… poi personalmente credo che occorra cercare di crescere, di usare questo mezzo bellissimo, di evitare di guardarsi allo specchio o l’ombelico. Il rischio del blog è parlarsi in quei 5, che può anche andar bene, ma è limitato. Il bello è curiosare anche fuori, nei blog, nei tlog, nei siti, discutersi, andare avanti. Anche oltre i blog, cinema, libreria, bar…
    Andare su carta non è necessario, ma se si pensa di farlo bisogna chiedersi come e perché. Anche sul blog… perché? Ma intanto parliamo e questo non è niente male.

    Tra parentesi, buttatevi autori, disegnatori, scrittori, sembra falso, ma quelli giusti li si cerca sempre.

  10. Dirk on Settembre 22nd, 2008 14:34

    Cara Laura (si può tale tono confidenziale?) io ho sempre detto una cosa sul mio disegnare o meglio “vignettare” (raccontare una piccola storia, personale o politica o entrambe che in antitesi non sono) e cioé: io mi diverto a farlo perché con questo non ci devo mangiare. Certo che anche a me solletica l’idea della carta (ho acquistato quest’estate dei Linus del ‘70, e hanno un odore del tutto particolare come di… ecco insomma sanno di… carta) perché sembrerebbe un punto d’arrivo ma lì è elite, sulla carta difficilmente ci si arriva (con le debite eccezioni ma Mak usa la forza, come Luke) e d’altra parte, e mi riferisco all’ultima parentesi: dove vuoi che ci si butti, il lavoro è tutto qui, sui blog, in vista, a disposizione e “gratis” (se l’ho messo lì può andare dappertutto… o no?) quindi, alla fine, chi si dovrebbe buttare è l’editore, o come diavolo si chiama chi, in una casa editrice, cerca gli autori… se li cerca.

  11. paolo raffaelli on Settembre 22nd, 2008 16:38

    Saper da qualcuno che ha letto un mio fumetto che “al di là dei disegni” gli è piaciuta la storia è certamente il complimento che mi rende più orgoglioso. Ideare una buona storia, documentarsi seriamente, limarla, arricchirla, dosare gli elementi, scrivere e recitare i dialoghi è la cosa che mi piace di più, che mi appassiona direi.
    E raccontare disegnando per me è sempre ribadirmi che ciò che si vede sulla tavola deve essere necessario alla narrazione. Penso che anche la bella vignetta è tale quando è omogenea con il resto, quando è parte di un tutto funzionale a narrare una storia.
    E questo vuol dire, a volte, anche cancellare un disegno bellissimo, perché ti accorgi che non c’entra nulla col resto, e pesa, altro che… ma se si esita a cancellarlo non si è fumettisti.

  12. laura scarpa on Settembre 22nd, 2008 17:15

    @ dirk
    hai ragione, è facendomi avanti io ke ho beccato mak. Trovato per culo! ma non tutti lo fanno, o non capitano nel posto giusto, internet è grande e girarci bene ancora non è da tutti, sembra di cercare una casa a Tokyo, senza numeri sulle porte… l’autore deve farsi vedere qualche volta, per il resto è là. e comunque il pubblico di internet è una realtà nuova (e gratuita, però). Riguardo alle vignette gli spazi sono diversi, e pochi, ma qualcosa c’è. Se vuoi studiati il mercato e fatti valere. Altrimenti sei bravo lo stesso. Ho visto le tue vignette, interessanti.
    @paolo raffaelli
    pienamente d’accordo, chissenefotte del bel disegnino, se non racconta?!

  13. makkox on Settembre 22nd, 2008 18:12

    @dirk
    in effetti fin ora ci si sentiva un po’ dei paria qui a sfumettare nel web. Da qualche tempo però, non molto, editori e redattori iniziano a cercar funghi anche in rete.
    Da quel che vedo sono esigenti, è giusto che sia così, ma son anche disposti a credere nelle potenzialità inespresse.
    Questa è cosa ancor più bona-et-justa.
    Il mio caso è a parte.
    IO ho valutato le potenzialità di chi s’offriva come editore. Coniglio m’è sembrato uno che a dargli n’opportunità, col tempo ed il mio aiuto, sarebbe cresciuto ;)
    Semper sia lodata laura.

    @paolo
    parole sante. ti vedo parecchio tothiano in questa disciplina quasi zen ;)
    La cosa del disegno cancellato perché inefficace all’economia dell’insieme è un esempio da incorniciare. Almeno per me che a cancellar qualcosa di mio, mi vengono i conati…

  14. paolo raffaelli on Settembre 22nd, 2008 18:35

    Ah! Il grande Alex Toth! Ma anche gente come Micheluzzi, Battaglia, Pratt, Milazzo, che viene messo poco nel novero dei grandi, ma come lui raccontan veramente pochi.
    Quella di cancellare è una scuola dura, ma alla terza volta che cerchi di far girare tutta la tavola in relazione al bel disegno che hai fatto, e la tavola non gira, ti assicuro che la cancelli volentieri, se no non vai più avanti. :)

  15. makkox on Settembre 22nd, 2008 20:10

    @paolo
    Micheluzzi! gli aerei… ci avrei giurato;)
    (per capirla occorre visitare il blog del signor paolo).
    vero, vero. hehehe… qualcuno che mi conosce starà sorridendo pensando al salto che sicuramente (confermo) ho fatto leggendo “Milazzo, che vien messo poco nel novero dei grandi”. Ma qui entriamo in un altro argomento che è la RELIGIONE.
    Che non ti becchi più a scrivere di M. senza inginocchiarti, paolè.
    hehehe ;)

    Comunque, alla fine, volenti o nolenti, come dicevo qualche commento fa, la tecnica è l’insieme di esperienze cumulative frutto dello sbatter la testa di tanti, e, crescendo, ci si trova a dover attingere da quel pozzo.
    Da sola la tecnica non serve, ma è difficile prescinderne.
    Oh, tutto è possibile. Ho solo detto “difficile”

  16. ReCa on Settembre 22nd, 2008 23:38

    I blog sono nati perché dovevano nascere.
    Nel senso: non hanno nessun motivo di esistere e allo stesso tempo hanno tutti i motivi, per dirla in modo un po’ romantico: i motivi sono quante persone abitano il pianeta.
    Questo però comporta che tutti sentono uno o più motivi per aprire un blog e quindi per raccontare, anche se non tutti hanno qualcosa da dire.

    Credo che una cosa simile sia anche per i fumetti.
    Insomma, in questi anni, ora come ora, ci vogliono due palle tante per decidere di non raccontare nulla.
    Perché si è arrivati a questo? Non lo so, forse la causa è da ricercare nella facilità, rispetto a prima, con cui ci si può avvicinare ai vari “mondi”: cinema, pittura, letteratura, fumetto etc. Probabilmente, in questo caso, ha dato man forte internet, soprattutto il cosidetto 2.0, dove tutti interagiscono e parlano e fanno nascere nuovi racconti, discussioni, confronti, litigi e semplici insulti.
    Con tutto questo movimento, tutte queste correnti, tutto questo parlare ed esprimersi, come resistere al dire la propria, a raccontare?
    Perché per me raccontare vuol dire “esserci” e decidere di non raccontare è decidere, in un certo senso, di farsi da una parte, per un certo tempo o per sempre; ci si tiene la libertà di cambiare idea.
    La tecnica poi è la conoscenza della regole accademiche. Quelle regole le strappi e le puoi strappare solo quando le conosci, altrimenti sei solo un pirla che gioca a fare l’alternativo.
    Mettiti pure a fare cubismo, ma vedi di sapermi fare bene una figura umana, altrimenti ciò che fai è vuoto.

    Poi tutte queste cose che ho scritto sono solo pensieri, dubbi, riflessioni; nulla di certo, mi fa una certa paura quando sono sicuro di qualcosa, anche se può dare una certa soddisfazione.

  17. sergio algozzino on Settembre 24th, 2008 08:56

    parole santissime a dir poco, meriterebbero di essere diffuse molto di più, ma il problema di fondo è proprio quello che di fatto anche questo pezzo non verrebbe pienamente compreso dalla totalità.

  18. Ouji on Settembre 24th, 2008 12:43

    Quando Coniglio dice che sono pochi i casi in cui uno sa disegnare e scrivere una storia mi trovo daccordo, ma sul fatto che un disegnatore arrivi alla “qualità” per essere pubblicato senza scrivere una storia propria lo trovo molto irritante. Io credo che un discorso del genere sia motivato semplicemente dal modo in cui si selezionano le persone per pubblicarle (tipo: è logico che conviene ad uno sceneggiatore pensare che un disegnatore abbia bisogno di lui).

    In Italia è così (questo non deve essere dimenticato), negli altri paesi invece uno ha più facilità a scrivere e a far accettare una propria storia proprio perchè esistono tanti organismi all’interno della macchina “editoria” che supportano delle mancanze. Ad esempio il redattore, che funge anche come aiuto “Sceneggiatore”. Il 99% di questi redattori assegnatari ha avuto modo di collaborare a grandi successi mondiali (per non parlare della gente che ha dato il suo supporto e che è rimasta nell’ombra). Quindi io sono convinto che la situazione in Italia è poverissima anche per questo tipo di discorsi!

    Nessuno sta sputando veleno! E’ un dato di fatto, ma sopratutto un punto di vista che nessuno può capire finchè non si trova “da quel lato”. Obbiettivamente e con tutta la franchezza di questo mondo. Cosa ce di male in un fumetto artistico che dura due anni nell’editoria? Ma magari il mondo fosse pieno di queste persone! Se puntiamo tutti quanti a leggere il fumetto infinito (Dylan Dog) allora che senso ha discuterne ed aprire quel tipo di dibattito che ha intrapreso Coniglio?

    Non si tratta proprio di presunzione, perchè se uno fosse presuntuoso, sinceramente, avrebbe spalato tante cattiverie da qui a non finire (su siti, blog e altro!) sono semplicemente diversi punti di vista motivati (secondo mio modesto parere di scrittore in erba) e forti quanto le idee che ha esposto Coniglio. (perchè nascono dopo anni di osservazione della situazione italiana, nulla di chè!)

  19. zaza on Settembre 24th, 2008 23:47

    per motivi terzi, ho letto tutto ieri, un paio di volte e alcuni tratti più volte.
    ho tutte le risposte alle mie domande, grazie.
    ho capito anche, che per funzionare un matrimonio artistico (musica parole, disengno parole ecc) bisogna amplificare le sensazioni suggerite da entrambi, adeguando, al fine comune prestabilito, le proprie maestrie; e se saran rose fioriranno.
    ovviamente, chiunque fa qualcosa lo fa perchè spera e crede di saperlo fare; spesso trascurando il comunicare, chè è la cosa più importante da fare.

  20. laura scarpa on Settembre 25th, 2008 08:18

    Tanti interventi… nn riesco nemmeno a capirli tutti. Ouji, per esempio, non mi è sempre chiaro. Posso però dire che probabilmente ha ragione e che in altri Paesi, in Francia per esempio, l’editor partecipa di più. Ma anche in alcune nostre grosse case editrici, ve lo assicuro. In ogni caso, sia che il matrimonio possa partire dall’esterno o dall’incontro fortuito o dalla passione immediata, spetta ai due autori coinvolti far scattare la molla, che creerà non solo un buon prodotto, ma qualcosa di più. Profondo? Artistico? Impegnato? Esilarante?
    L’importante, come sintetizza zaza, riprendendo altri interventi, è comunicare.
    Sono più ottimista di algozzino: se ci si spiega si può venir capiti… magari insistendo (che a volte ci si crede chiari e si viene fraintesi).

  21. sergio algozzino on Ottobre 5th, 2008 04:45

    massì, certo, non è che io mi riferisca alla comprensione nello specifico, ma al fatto che ci si è viziati un po’ troppo, e forse prima queste cose non c’era neanche bisogno di spiegarle, o forse solo meno…

  22. Ouji on Ottobre 5th, 2008 12:36

    Certo, è difficile da capire perchè forse è un punto di vista diverso che si pone in modo appunto diverso verso il fumetto. Il fumetto non è principalmente un matrimonio artistico al fine di essere venduto!

    Il fumetto dovrebbe essere comunicare, che questo comunicare arrivi o meno al lettore, che questo comunicare venga apprezzato o meno, che questo comunicare sia adatto o meno agli altri, che questo comunicare sia scritto o meno in modo professionale, varrà comunque. E non posso sentire discorsi che svalorizzano il lavoro di gente che comunica a proprio modo.

    (io non dico che sia sbagliato ciò che proponete di fare, ma nessuno dovrebbe renderlo esclusivo! Perchè il fumetto può anche essere trasgressione delle regole, come tutto.)

    Quello che io intendo (per come la vedo) è che certi discorsi dal mio punto di vista sono puramente discorsi commerciali. (fondati su scelte artistiche, ma non sono scelte artistiche in definitiva)

    Quindi il matrimonio ci sta bene, per carità! E’ rispetto anche! Ma se un disegnatore vuole scegliere di scriversi da se la storia, anche scritta male e rappresentata male, non è un cretino da disprezzare! Non esistono solo i lupi cattivi, esistono anche persone che sono gelose di quello che creano! (ovvio, ammettere che una storia è scritta male se lo è sarebbe segno di buon senso)

    I consigli si accettano, ma non sempre! Se io decido che mi sta bene una storia scritta male saranno carciofi di chi la storia la vuole così! (Nel senso che sono scelte, anche i professionisti dovrebbero sapere che i loro consigli non sono sempre ben accetti)

  23. laura scarpa on Ottobre 5th, 2008 17:38

    @algozzino. temo ci sia sempre stato bisogno di spiegarle, forse un po’ meno, ti do ragione…

    @ouji non far confusione. ognuno ha diritto di far quello che gli pare, non sono i consigli dei professionisti, ma degli altri, il pubblico. ma non i consigli degli amici, tutto qua. poi chi ci lavora ha ragionato su quel che fa. c’è il professionista che ragiona sul commerciale e l’altro sull’artistico. non si sta ad obbedire a tutti, ci mancherebbe… anche perché ne uscirebbero belle contraddizioni!
    Ma se uno vuol scrivere di merda è suo diritto, se vuol dire banalità o essere incomprensibile è suo diritto, certo che così nn si va molto avanti, a orecchie tappate e piene di sé. Ascoltare non è ubbidire: è crescere, perdio!
    se si ha una convinzione forte, contro tuttitutti, si può essere dei geni o dei veggenti, dei precursori, più spesso, purtroppo, solo vanitosi, ingenui o, peggio, cretini.

  24. sergio algozzino on Ottobre 5th, 2008 17:47

    mi fa impressione che mi chiami “algozzino” :D
    comunque ovviamente io sono “solo” una decina d’anni che osservo attentamente chi mi sta attorno che vuol fare questo lavoro, su kinart, lo sai, facciamo di tutto per essere utili, a volte c’è chi ci ascolta e anche lì a volte capita di avere l’impressione di dire parole al vento, ma, come dico sempre agli altri moderatori, quelle cose è importante dirle sempre perchè se il tuo interlocutore non dovesse essere interessato a scontrarsi “realmente” con la realtà editoriale ci sarà pur sempre un utente di passaggio che leggerà quelle cose con interesse.

  25. Ouji on Ottobre 5th, 2008 17:51

    Ah no, per me è semplice rispettare e mettere da parte le due posizioni per poter fare quello che ti pare! (e quindi capisco benissimo chi rifiuta il parere di un’editore dicendo “la storia è mia… so perchè è scritta così”)

    Nel senso che esistono storie che sono successi mondiali che non hanno una grande sceneggiatura. Per questo ritorno a dire che non si può ritenere nulla “esclusivo”.

    Non si tratta di avere le orecchie tappate! Perchè forse è il modo in cui si dicono le cose che non è ben accetto! (perchè nessuno mette in dubbio che una storia la scrivo male se la gente dice che è scritta male un problema ci deve essere)

    Se gli editori hanno scelto una elìte di disegnatori che in Italia deve meritare la pubblicazione (perchè attualmente si ragiona cosi), non è colpa di nessuno se la gente poi se ne tiene fuori e la disprezza! Però è ingiusto ritenere queste persone dei “vanitosi” di sè, perchè è semplicemente sentimento! (e il sentimento se possono averlo i professionisti non vedo perchè gli altri non debbano avercelo)

    Io ascolto e prendo i consigli che ritengo utili, non per inciviltà o bambinismo! Ma perchè sono libero di crescere come mi pare! (sopratutto da chi ritiene di poter selezionare disegnatori, sono ben diffidente! Se questa dice “non è la tua strada” a un giovane ragazzo)

    Non è una polemica, volevo semplicemente mettere in evidenza un punto di vista particolare come il mio! (tanto di rispetto per il vostro lavoro!)
    Precursori di cosa? Una persona è libera di non perseguire il vostro ideale di “professionista” e non per questo sara’ un cretino!

    Se uno deve essere per forza daccordo con quello che dite (per meritare di rispondere) stiamo messi bene… XD

  26. makkox on Ottobre 5th, 2008 19:28

    @ouji
    in parte, sul diritto di crescere da soli, seguendo istinto e gusto e fede personale, sono d’accordo.
    E non sono d’accordo a parole, la mia vita trascorsa è d’accordo con la tua posizione.

    Però, a volte, guardo indietro e mi pento di non aver cercato di più Maestri a cui attingere.
    Guardare e leggere i fumetti, i libri, i film, il mondo, è ottima cosa. Ma mi accorgo che mi sarei risparmiato un sacco di tornanti in salita se qualcuno m’avesse mostrato scorciatoie e sentieri scavati con gran fatica da altri uomini e donne che amano il fumetto, e il raccontare.

    Resta il fatto che anche quando in seguito ho trovato persone che tenevano alla mia crescita o a sentirsi Guide-Spirituali-Per-Un-Giorno (dandomi consigli a volte in forma deridente o arrogante, hehehe), ho mandato a cagare (in primis), poi riascoltato, valutato, bestemmiato, e infine deciso autonomamente come procedere.

    Credere in te stesso contro tutti, è fondamentale. Farne una questione di puntiglio, è poco costruttivo. Non dico stupido, solo poco costruttivo.
    Avere mente e orecchie FATICOSAMENTE aperte, aiuta tantissimo (anche se a volte prenderesti un ferro 7 e spaccheresti tutto per la rabbia).

    Continua a credere nelle tue cose. Il resto verrà. La volontà è il primo ingrediente. Senza di quella nessun talento ha una possibilità che sia una.
    Poi, discutendo, confrontandosi anche aspramente (è sempre così per chi ama ciò di cui parla) ma senza mai sbattere la porta girando le spalle a un enorme bagaglio di esperienza e passione lì a disposizione, si migliora.
    Te l’assicuro.

    @algozzino
    Non ti conoscevo, e al precedente tuo commento andai a guardare il tuo sito.
    Sono molto ignorante della scena fumettistica che appena si spinga al di sotto della superficie del noto-alle-masse.
    Voglio farti i miei complimenti, sei bravo davvero (a mio parere)… e porti anche una domanda.
    Cos’è kinart?
    (lo so che potrei andare a vedere, ma due parole da chi è dentro un social network -se di quello si tratta- valgono tre settimane di frequentazione digitale)
    :)

  27. Ouji on Ottobre 5th, 2008 19:36

    Certo che si migliora anche come dici, makkox! Dico solo che ho sentito anche parlare di professionisti che non amano mettersi in discussione, e a queste situazioni io non ho proprio nulla da dire!

    Io non voglio le scorciatoie, anzi, voglio impegnarmi a modo mio. Non per questo sono illuso, perchè non credo ai sogni e ai miracoli e guardo la realtà (non ho mai detto che sarò pubblicato da grandi editori da un giorno all’altro), non per questo sono un cretino, perchè parlo anche io per esperienza! (15 anni di disegno)

    Scusate la polemica e grazie per la pazienza! ._.

  28. sergio algozzino on Ottobre 5th, 2008 19:39

    aa pardon, ero convinto fossi Laura Scarpa, confuso dai precedenti commenti, e perciò ho risposto con quella confidenza, mi scuso!

    Kinart è un portale didattico attivo da qualche anno, è una crociata personale, dato che sono utodidatta e so quel che ho sofferto, con quasi cento tutorial di professionisti e operatori del fumetto a disposizione, assolutamente gratuitamente, e un forum dove è possibile interagire con noi moderatori, farci vedere i lavori, avere dei consigli su come presentarsi a un editore e via dicendo… :)

  29. makkox on Ottobre 5th, 2008 19:40

    @Ouji
    ma quale polemica. si parla, ci si scazza, ognuno dice il suo e amici come prima.
    terzo tempo, tipo rugby.

    cià
    M.

  30. makkox on Ottobre 5th, 2008 19:48

    @algozzino
    occorre la registrazione per accedere ai contenuti?
    Posso linkarlo?
    Pensi sia appropriato, o Blue potrebbe avere -uhm- contenuti che necessitino una consapevolezza sessuale più matura?
    (me dai er linke che almeno mi ci faccio un giro in privato?)

    Grazie Sergio, ti dò del tu Primo perché un giorno saremo colleghi, e Secondo perché a Lucca voglio andare in giro a fare il figo e qualora qualcuno mi dovesse chiedere “Conosci Algozzino?” potrei rispondere “Machì SERGIO? Stamo così: culo e camicia!”
    (hehehe)

  31. sergio algozzino on Ottobre 5th, 2008 19:54

    haha A___A
    ma non so se andarti a vantare di conoscermi ti cambierà molto la vita :D haha

    il link è http://www.kinart.it, ed è free anche l’accesso, solo per il forum bisogna essere registrati per scrivere, ma per guardarlo non c’è bisogno.

    riguardo Blue e i suoi contenuti, dovrei allora censurare in primis la mia libreria :D
    sul forum ci conteniamo, nel senso che ci sono a volte anche ragazzi piccolini, ma in generale non si scandalizza nessuno…

  32. Markusmeiers on Febbraio 21st, 2009 23:52

    Hallo,

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  33. Coreingrapho » BFOM (Best Friend Of Mine): Marta on Febbraio 27th, 2009 01:48

    [...] richiamo payoff del sito di un amico mio) dicevo: Laura in una discussione simile, tempo fa, nei commenti a un post nel  Blog di Blue (sigh! che bei ricordi), sosteneva che sceneggiatore e disegnatore si devono trovare da soli, [...]

  34. laura scarpa on Marzo 3rd, 2009 22:13

    @coreingrapho ci cita.
    Lo dicevo io che non era un adiòs a Makkòx, ma un au révoir…
    Si è discusso allora di autori che si devono cercare tra loro, annusandosi come cani… sniff sniff… non a caso c’ho fatto uno speciale!
    Mettttere insieme non è escluso, ma la fusione si ottiene per alchimie splendide e misteriose, così come l’amore e il sesso.
    Makkox mi cita dal suo nuovo blog, che raccoglie storie de core… noi qui il core ce lo mettiamo, e magari anche un po’ di cazz e fig che spesso col core ci vanno appresso.
    andateci http://www.coreingrapho.com/
    troverete anche vecchie e nuove conoscenze, da Makkox a Flaviano Armentaro… già, lo avete sfogliato in questo numero e lo leggerete nel prossimo!

  35. Ouji on Marzo 3rd, 2009 23:04

    Io penso che la verita’ arrivati a un certo punto faccia male, benche’ questo attira la mia attenzione penso che chi ha tempo è meritevole. Complimenti. :)

  36. lascarpa on Marzo 16th, 2009 10:37

    @Ouji sei troppo misterioso nel tuo commento. La verità a me piace, ti dirò. Mi fa peggio non sapere, non capire. La verità è come una penetrazione anale, se mi permetti il confronto raffinato, fa male all’inizio, ma poi porta al godere.
    Poi i consigli ti nutrono ma non sono ordini, questo è chiaro: il percorso uno se lo fa da sé, ma guardandosi attorno e ascoltandosi attorno…
    Grazie dei complimenti e buon lavoro e buona ricerca a te!

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[n°199-bis ott-nov 2009]
L'immagine di copertina è di Jordi Bernet


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